giovedì 21 ottobre 2010

CALENDARI

Abbiamo osservato che nella misura del tempo appare ripetutamente la presenza del numero 12 e dei suoi multipli (12 mesi nell'anno, 24 ore nel giorno, 12 ore per il buio e 12 per la luce, 60 minuti in un'ora e 60 secondi nel minuto); l'uso del 12 come base di conteggio è di origine babilonese.


Nell'antica Roma le calende o primo giorno del mese rappresentavano il giorno in cui si pagavano i conti. Oggi il calendario è un sistema per organizzare coerentemente le unità di misura del tempo. Chiamo giorno il tempo di una rotazione completa della Terra intorno al suo asse.

Gli antichi osservavano l'alternarsi del giorno e della notte, l'evoluzione periodica del ciclo lunare con le sue fasi e la sequenza delle stagioni. Fissato il giorno come unità di misura, la Terra gira intorno al Sole in circa 365 giorni e la Luna gira intorno alla Terra completando le sue fasi in circa 29,5 giorni; sono proprio quei due circa che hanno complicato la storia dei calendari.

In passato come primo giorno dell'anno troviamo ad esempio, l'1 Gennaio, l'1 Marzo, il 21 Marzo, il 25 Marzo, l'equinozio di primavera, l'equinozio d'autunno, ecc.; il nome degli odierni mesi ottobre, novembre e dicembre ricorda ancora che in epoca romana, prima del 143 a.C., l'anno iniziava con il mese di marzo, e quindi gli attuali ultimi quattro mesi erano allora il settimo, l'ottavo, il nono ed il decimo.

Nell'antica Roma il calendario stabilito dal leggendario fondatore Romolo e poi corretto da Numa Pompilio si basava su un anno civile che durava 355 giorni corrispondenti a 12 lunazioni; per rimetterlo in fase con l'anno solare ogni tanto si inseriva un mese intercalare, secondo calcoli piuttosto approssimativi. Il sensibile sfasamento tra calendario civile e astronomia venne sistemato da Giulio Cesare che nel 46 a.C. riformò il calendario trasformandolo da lunare a solare. Questo calendario romano, che giustamente venne chiamato giuliano, restò in vigore per molti secoli. E' basato su una durata dell'anno astronomico valutata in 365,25 giorni, con una piccola differenza con la durata reale che è esattamente di 365,2422 giorni.

Passano i secoli. L'imperatore Costantino il Grande (convertito al cristianesimo) decise la regola generale per stabilire la data della Pasqua, che fino ad allora veniva osservata in modo diverso nelle varie regioni cristiane. La regola stabiliva che la Pasqua cadesse nella domenica che segue il primo plenilunio di primavera. Al ritmo di 8 decimi di giorno al secolo, al passare dei secoli lo sfasamento dovuto alla riforma di Cesare cominciò a divenire sensibile, spostando la Pasqua cristiana dalla sua posizione astronomica.
Nel 1582, quasi 13 secoli dopo Costantino, Papa Gregorio XIII riformò di nuovo il calendario.
Si riportò il 21 di Marzo sull'equinozio di primavera con due provvedimenti fondamentali: saltando di colpo 10 giorni di calendario (perciò nel 1582 dal giovedì 5 Ottobre si passò direttamente al venerdì 16 ottobre) e modificare la regola dei bisestili. Si decise:

- l'inserimento di un giorno ogni 4 anni, negli anni divisibili per 4; il giorno viene aggiunto come 29 febbraio;

- l'esclusione del bisestile negli anni centenari

- l'inserimento del bisestile negli anni divisibili per 400

Dopo questo riassunto un po' difficile, divertiti con Ritorno al futuro.

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