domenica 18 novembre 2018

2A - FORMICHE

Prima di cominciare a parlare delle formiche servono minime informazioni sulla classificazione.

Il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi è Carl Nilsson Linnaeus, Carlo Linneo in italiano, medico, botanico e naturalista svedese del 1700.

Introdusse la nomenclatura binomiale nel sistema di classificazione delle piante, degli animali e minerali. Con questo metodo tassonomico a ciascun organismo sono attribuiti due nomi (in latino):
il primo si riferisce al genere di appartenenza dell'organismo stesso ed è uguale per tutte le specie che condividono alcuni caratteri principali; il secondo termine designa la specie.



ESEMPI

Uomo (Homo sapiens)
Dominio
Eukaryota
Regno
Animalia
Phylum
Chordata
Subphylum
Vertebrata
Superclasse
Tetrapoda
Classe
Mammalia
Sottoclasse
Placentati
Ordine
Primates
Famiglia
Hominidae
Genere
Homo
Specie
H. sapiens

FORMICHE
Dominio
Eukaryota
Regno
Animalia
Phylum
Arthropoda
Classe
Insecta
Ordine
Hymenoptera

Formicidae

Formiche italiane:


COM'E' FATTA UNA FORMICA?
Morfologia di una formica

Le operaie delle formiche hanno dimensioni variabili da 1 a circa 30 mm; di norma le femmine feconde (le regine) sono più grandi delle operaie sterili e in alcune specie possono raggiungere anche i 6 cm.

Le operaie hanno un capo grosso e robusto, mandibole forti ma meno sviluppate di quelle dei soldati, occhi piccoli, antenne formate da undici o dodici segmenti o anche meno. 

Dopo i due segmenti del peduncolo addominale, l'addome si ingrossa e al suo apice porta l'aculeo a volte funzionante, mentre in altri casi è atrofizzato. 

Le operaie e i soldati differiscono perché i secondi hanno un capo molto più grosso.
La femmina feconda è più grossa, possiede gli ocelli e le ali che però cadono dopo l’accoppiamento.
I maschi sono in genere piccoli, sempre provvisti di ali e hanno occhi e ocelli molto sviluppati; il loro torace è più grande, mentre le tre paia di zampe, comuni a tutti gli insetti, sono piccole. 

Fra gli organi di senso, il più sviluppato è l'olfatto che ha la sua sede nelle antenne e serve alle formiche per percepire le sensazioni più comuni e utili alla vita. 

Nell'ultima porzione dell'addome, sboccano le ghiandole del veleno contenente acido formico.
In alcune specie sul peduncolo e all'inizio dell'addome, sono posti gli organi stridulanti che, per sfregamento, emettono deboli suoni.

La regina depone annualmente delle uova che genereranno delle formiche alate, sia maschi che femmine, che sciameranno e formeranno nuovi formicai; i maschi dopo l'accoppiamento moriranno, mentre le femmine perderanno le ali e deporranno le uova per la formazione della nuova colonia per tutta la vita.

Presso le formiche, l'apparato riproduttore è sviluppato in tutti gli individui, anche se, nelle operaie, è atrofizzato e non consente la riproduzione sessuata. Le femmine si sviluppano a partire da uova fecondate, mentre i maschi nascono da uova non fecondate. 

Ciclo vitale
La formica è un insetto con metamorfosi completa, perché il suo sviluppo passa attraverso più fasi: uovo-larva-pupa-adulto.
Le uova delle formiche sono prive di involucri protettivi. 
Le operaie nutrono le larve rigurgitando nella loro bocca piccole gocce di cibo per mezzo della trofallassi.
La larva delle formiche secerne un po' di seta con la quale, quando è matura, si tesse un bozzolo in cui trascorre lo stadio di pupa
Le uova, le larve e le ninfe sono assistite con gran cura dalle operaie, che le trasportano nelle parti più confortevoli del formicaio a seconda delle necessità del loro sviluppo.
La cura della prole costituisce la maggior parte del lavoro che si svolge nel formicaio. 
Le regine non lavorano e vivono da quindici a venti anni. Le operaie vivono da cinque a dieci anni; i maschi, invece, muoiono dopo essersi accoppiati.

Le formiche vivono in società che possono essere formate da poche decine oppure molte centinaia di migliaia di unità, fino a qualche milione, ma solo in casi eccezionali.

Organizzazione sociale e comportamento
Le formiche sono tra i più noti fra gli insetti sociali
Costituiscono una società coesa e solidale, retta da regole inflessibili, dove ciascuno ha un compito ben definito e nulla è lasciato al caso. 
Gli scienziati Hölldobler e Wilson, con l’osservazione ed il lavoro sul campo, definirono superorganismo  la società delle formiche. Sono insetti eusociali: la divisione del lavoro è così rigorosa da non risparmiare neppure i neonati o la funzione riproduttiva.
Da un lato la regina madre e gli inoffensivi maschi addetti all'inseminazione, dall'altro la casta delle operaie sterili dedite alla cura della prole regale o impiegate in missioni ad alto rischio.
Per spiegare forme tanto estreme di cooperazione, sostengono Hölldobler e Wilson, è necessario ipotizzare una selezione fra gruppi il cui effetto coesivo riesca a superare gli effetti dissolutivi della concomitante selezione individuale all'interno del gruppo.
L’eusocialità soddisfa le seguenti condizioni: cura cooperativa della prole, sovrapposizione delle generazioni degli adulti e divisione del lavoro tra la regina fertile ed i laoratori sterili (noti come operai).
Tutte le formiche di un formicaio sono legate da un vincolo di parentela, con una struttura sociale notevolmente complessa ed una straordinaria diversificazione e specializzazione dei compiti.
La struttura sociale viene regolata dalla regina per mezzo dei feromoni, che hanno anche la funzione di indurre la sterilità nelle operaie (negli imenotteri tutti gli individui sterili sono femmine).

Comunicazione
Le formiche comunicano tra loro usando segnali chimici detti feromoni. 

Come altri insetti, le formiche percepiscono gli odori con le antenne.
Poiché vivono per lo più sulla superficie terrestre, usano la superficie del suolo per lasciare tracce di feromone che possono essere seguite da altre formiche. Nelle specie che vanno in cerca di cibo in gruppi, il membro che trova del cibo segna un percorso sulla via del ritorno alla colonia che viene seguito da altre formiche che, una volta raggiunto il cibo, fanno ritorno alla colonia in gruppo seguendo lo stesso percorso e contrassegnandolo con ulteriori segnali chimici. Quando la fonte di cibo si è esaurita, smettono di contrassegnare il percorso e l'odore si dissipa lentamente.

Questo comportamento consente alle formiche di sopravvivere anche in presenza di notevoli cambiamenti nel loro ambiente o di ostacoli all'interno del percorso. Per esempio, quando un percorso stabilito per una fonte di cibo è bloccato da un ostacolo, una delle formiche lo abbandona per esplorare nuove rotte. Se una formica ha successo, lascia una traccia nuova che segna il percorso più breve anche per il ritorno. I migliori percorsi sono seguiti da più formiche; questo metodo in maniera graduale fa sì che i gruppi di formiche alla ricerca di cibo trovino sempre la strada migliore.
Una formica ferita può emettere un allarme tramite i feromoni alle formiche nelle vicinanze facendole allontanare dal luogo in cui è stata attaccata.

Dieta
Le formiche sono onnivore.
Alcune specie sono specializzate su singole prede (per es. chilopodi, isopodi, uova di artropodi, altre formiche, termiti, vespe ecc.); altre sono polifaghe.
Alcune sono prevalentemente carnivore, predatrici, altre si nutrono del nettare di fiori o delle secrezioni zuccherine (melata) degli Afidi, allevati da esse stesse.
Molte si nutrono di semi, che accumulano nel nido impedendone la germinazione.
Alcune specie (Atta) coltivano funghi simbionti su un substrato organico che viene raccolto e portato nel nido e che può variare, a seconda delle specie, da sostanze vegetali e insetti morti, a escrementi di insetti, a foglie, steli e fiori tagliuzzati (formiche tagliafoglie). 

Difesa
Le formiche si difendono e attaccano tramite morsi e, in molte specie, tramite punture che possono iniettare o spruzzare sostanze chimiche come l'acido formico. Alcune specie che dispongono di pungiglioni.

QUANTE SPECIE DI FORMICHE CI SONO SUL PIANETA?
Un'interessante intervista a 5 scienziati ci rivela le possibili risposte.

Sono elencate 13.379 specie di formiche esistenti.
Quante credi ne rimangano da scoprire?

SCIENZIATO 1: è difficile da dire. Il numero totale potrebbe essere tra 20.000 e 40.000. Quindi il mio voto è circa 30.000.

SCIENZIATO 2: le formiche rappresentano la maggior parte della biomassa animale conosciuta del nostro pianeta. ... è molto probabile che il numero aumenti con ulteriori indagini tassonomiche e studi sulla biodiversità, e mi aspetto che il numero totale di specie di formiche esistenti possa raggiungere dalle 22.000 alle 25.000 specie.

SCIENZIATO 3: ... dato che centinaia di specie non descritte sono già note ... una stima prudente sarebbe di 20.000 specie totali a livello globale.

SCIENZIATO 4: La questione di quante specie di formiche esistano è stata un campo ricorrente di speculazioni amichevoli tra i mirmecologi. ... molto probabilmente il totale supera le 15.000 specie. Il che, se corretto, significherebbe che rimangono circa 2000 specie di formiche da scoprire.

SCIENZIATO 5: Sulla base del numero di specie non descritte rispetto alle specie descritte da raccolte recenti, specialmente quelle provenienti da regioni tropicali, penso che il numero totale di specie di formiche al mondo sia più vicino a 30.000. Ma non sono solo le regioni tropicali dove si troveranno nuove specie. Specie non descritte sono presenti anche nelle zone temperate come la California o la Grecia.

 Atta
Lasius fuliginosus
 Messor ibericus


Tetramorium caespitum

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