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domenica 4 ottobre 2015

Padiglione Zero, fame e borsa

La prima sala del Padiglione è dedicata all'Archivio della Memoria: al suo interno è stato allestito un'enorme cassettiera di legno somigliante a un’antica biblioteca, i cui cassetti rappresentano la memoria della conoscenza accumulata nei millenni.

Nella seconda sala la riproduzione di un grande albero, la cui chioma fuoriesce dal soffitto e svetta oltre il tetto del padiglione (visibile più avanti dal cortile), vuole sottolineare la supremazia della Natura sull’uomo.

La sala successiva ospita un’installazione che comprende una selezione di semi coltivati nelle principali piantagioni della terra. I semi sono conservati dentro dei contenitori trasparenti e retroilluminati su di una parete.
 Al centro della sala grandi proiezioni fanno scorrere i numerosi prodotti della terra derivanti da quei semi.

Il tour continua nella sala degli animali, dove sono riprodotte a grandezza naturale e di colore bianco molte specie di animali, che nei secoli gli uomini hanno allevato o cacciato. Uscendo da qui si accede alla Valle della civiltà, che comprende il cortile interno del padiglione.

La stanza dedicata alla rivoluzione industriale contiene un grande plastico, che mostra come l’uomo ha influito sull’ambiente modificandolo pesantemente.

La contemporaneità è simboleggiata dalla Borsa mondiale del cibo allestita con un maxi-schermo che forma un muro dell’altezza di venti metri, sul quale sono presentate le oscillazioni di prezzo del cibo.
Gli alimenti siano ormai solo merci da vendere, attraverso le quali comunicare effimeri valori di scambio come mostrano gli spot pubblicitari che si alternano alle fluttuazioni del prezzo dei prodotti.

La stanza successiva porta a riflettere sullo spreco del cibo, uno dei temi primari di Expo 2015. Parte del pavimento della sala è coperto da una collina formata da rifiuti quotidiani.


Vuoi capire meglio il significato delle fluttuazioni del prezzo del cibo?
Il rapporto congiunto Ocse-Fao 2014-2013 ha previsto infatti per i prossimi anni un periodo di stabilità dei prezzi agricoli, in controtendenza con l’intensa volatilità degli ultimi anni, dimostrata dalle variazioni del prezzo del grano: dai 170 dollari nel 2005 è passato a 350 nel 2007, per poi scendere a poco più di 200 dollari e aumentare ancora alla fine del 2010 fino a quota 300.
Le ragioni di questa instabilità?
Secondo il Ministero delle Politiche Agricole, le cause sarebbero attribuibili all'aumento della popolazione mondiale, allo sviluppo dei biocombustibili, alle variazioni climatiche e al miglioramento delle condizioni economiche nei paesi emergenti. Per le più importanti ONG, invece, il principale fattore scatenante del saliscendi dei prezzi sarebbe la speculazione, fattore che pesa drammaticamente sui Paesi a basso reddito: secondo un celebre editoriale del New York Times del 2008, se una famiglia americana a basso reddito spende il 16% del proprio budget per alimentarsi, una nigeriana è costretta a spendere il 73%, una vietnamita il 65% e un’indonesiana il 50%.

Per sostenere i 795 milioni di persone sottoalimentate nel mondo (dati FAO 2015) che potrebbero trarre beneficio dall'abbassamento dei prezzi del cibo, negli anni sono nate numerose iniziative per contrastare la speculazione dei mercati alimentari e il rialzo del prezzo delle commodities: è il caso dell’associazione inglese Global Justice Now e del Global Food Crisis Response Programme, finanziato dalla World Bank dal 2008 e attivo in 49 Paesi per sostenere le popolazioni più povere di fronte alla crisi alimentare e finanziare lo sviluppo di programmi agricoli.
da http://www.borsaitaliana.it/notizie/food-finance/materie-prime/047prezzicibo.htm

A EXPO

Regno del Bahrain
Cluster caffè: cerimonia del caffè 
Il decumano
La quercia del padiglione Zero sale fino al cielo
Quanti rifiuti produce una città? 
Le metropoli modificano il territorio: Chicago
Consumiamo solo una trentina di specie commestibili
Padiglione UK
Padiglione UK
Altre foto qui:
https://drive.google.com/file/d/0Bwh2FHAOw-pWLW01bkV2MVYya0E/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/0Bwh2FHAOw-pWbVZYU2NIek1abFU/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/0Bwh2FHAOw-pWSi1UbENUZTVjOEU/view?usp=sharing

lunedì 28 settembre 2015

Andiamo all'EXPO - Il padiglione Zero

Il Padiglione Zero è la tappa fondamentale dell’Itinerario dell’ONU; il suo racconto si intreccia con il tema delle Nazioni Unite: ‘Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile’.
Lungo il suo percorso espositivo si incontrano le Stele ONU con storie legate al tema della stanza in cui si trovano. Attraverso queste si scopre la stretta relazione tra il tema ‘Nutrire il pianeta, Energia per la vita’ e una delle missioni fondamentali delle Nazioni Unite: garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente per condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future.

Il respiro divino della terra *
Il Padiglione Zero, progettato dall’architetto Michele De Lucchi e curato da Davide Rampello, è il padiglione di introduzione ai temi dell’Esposizione Universale. Il percorso espositivo, di circa 5 mila metri quadri, conduce i visitatori in un viaggio scenografico attraverso la storia alimentare dell’Uomo.

Noi faremo la visita guidata alle 12,30 di venerdì. Durata: 30’.
Luogo di ritrovo: UN Garden H 7



Unisciti alla Sfida dell'ONU e rendi l'Itinerariointerattivo ed istruttivo: scarica "Get to Zero", il gioco delle Nazioni Unite per Expo Milano 2015, e contribuisci a raggiungere l'obiettivo Fame Zero. È disponibile gratuitamente per Android e iOS: http://www.un-expo.org/it/get-to-zero. Clicca sui loghi per andare al negozio (gioco gratuito).

La fame nel mondo può essere eliminata se tutti diamo il nostro contributo; con questo spirito più persone giocano più velocemente il numero di persone che soffre la fame scende. Attualmente circa 800 milioni di persone ogni sera vanno a dormire affamate. L'obiettivo è arrivare a zero e insieme possiamo farcela!
Supera tutti e sette i livelli e firmata la Dichiarazione Sfida Fame Zero ottieni il Passaporto virtuale ONU che potrai condividere sui social network.

Come si gioca?
Puoi giocare a Get to Zero durante la visita a Expo Milano 2015, utilizzando i QRCode che troverai sugli Spazi ONU dell'Itinerario Sfida Fame Zero, o online, ovunque tu sia.
Come funziona?
Ad ogni livello di gioco ci sarà un'immagine che illustra uno degli elementi della Sfida Fame Zero, si scomporrà e ti sarà chiesto di ricomporla, toccano i due tasselli del puzzle che vuoi spostare. Una volta ricreata l'immagine, dovrai rispondere ad una domanda a risposta multipla per passare al livello successivo. Le risposte si troveranno sugli Spazi ONU o su altre fonti d'informazione online. Se sbagli risposta, dovrai ricominciare il livello, a partire dal puzzle. Ci sono un totale di sette livelli, uno per ciascuno dei cinque elementi della Sfida Fame Zero, uno sul tema delle empowerment delle donne ed uno finale. Qual è il premio? Superati tutti e sette i livelli e firmata la Dichiarazione Sfida Fame Zero, riceverai un Passaporto virtuale ONU con la tua foto, il tuo nome e il punteggio realizzato. Potrai condividere su Facebook, Twitter, Pinterest o Instagram i tuoi risultati, ad ogni livello, ed il tuo passaporto.

VIDEO: L'ONU a Expo Milano 2015 - Itinerario Sfida Fame Zero: https://youtu.be/vyDyZInuCUs

* Il verso latino sul padiglione Zero (divinus halitus terrae) è di Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio (23–79), è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano. Morì infatti tra le esalazioni sulfuree dell'eruzione vulcanica del Vesuvio che distrusse Stabiae, Ercolano e Pompei, mentre cercava di osservare il fenomeno vulcanico più da vicino. Per questo venne riconosciuto come primo vulcanologo della storia. La Naturalis historia, che conta 37 volumi, è il solo lavoro di Plinio il Vecchio che si sia conservato. Quest'opera è stata il testo di riferimento in materia di conoscenze scientifiche e tecniche per tutto il Rinascimento e anche oltre. Plinio vi ha infatti registrato tutto il sapere della sua epoca su argomenti molto diversi, come cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, sostanze medicinali, metallurgia e mineralogia.

Andiamo all'EXPO - La visita

ITINERARIO PROPOSTO 
Padiglioni Uk e Bahrain, cluster caffè , cluster legumi, eventualmente padiglioni Austria e Svizzera. Giro dell’EXPO (il decumano a/r sono 3,2 km).
A questo percorso aggiungeremo alle 12,30 una visita guidata al Padiglione Zero.

UK 
http://www.expo2015.org/it/partecipanti/paesi/regno-unito
Il Padiglione del Regno Unito presso Expo Milano 2015 s'ispira al viaggio dell'ape mellifera ed evidenzia il ruolo vitale svolto dagli insetti impollinatori nella catena alimentare mondiale. È una metafora utilizzata per presentare il Regno Unito come alveare di innovazione e creatività, che contribuisce alla produzione alimentare mondiale.
Delle 100 colture che producono il 90% delle derrate alimentari mondiali, 70 sono impollinate dalle api. 

Il Regno Unito collabora con i propri partner a livello globale per promuovere la prosperità, migliorare la qualità della vita e offrire un futuro sostenibile a tutti. Offre vantaggi all'ecosistema mondiale contribuendo alla risoluzione di problematiche universali complesse quali povertà, fame, crisi umanitarie e cambiamento climatico.
Nutrire il pianeta significa puntare su un approccio maggiormente creativo, su tecnologie più intelligenti e su una maggiore collaborazione internazionale. Quale centro mondiale per la ricerca e il talento creativo, nel Regno Unito nascono e crescono grandi idee e soluzioni innovative.
L'ape è un valido esempio d’insetto sociale che può sopravvivere solo come soggetto di una comunità.

Il Padiglione
Il frutteto accoglie i visitatori. E' composto di alberi da frutto tipici del Regno Unito e rievoca i giardini recintati inglesi, i cosiddetti "walled-garden", riconoscibili dai mattoni che circondano l'intero giardino-frutteto. Un video mostrerà in diretta un vero alveare, prima di "calpestare" il prato naturale.


Passeggiando per il giardino fiorito, realizzato ad altezza d'uomo, avremo la visione che delle api stesse durante il volo. Il prato è il percorso che ci condurrà all’installazione centrale.

Il concept
L'artista ha voluto rappresentare la vita all'interno di un alveare per metterlo in parallelo con la vita dell'intero mondo e della civiltà umana. Infatti, gli alveari sono malati e stanno scomparendo. Allo stesso modo il mondo è ammalato a causa dell'inquinamento e la sopravvivenza dell'umanità è messa a rischio.

 Un alveare può essere visto come il termometro del mondo e delle sue condizioni di salute, perché è molto di più di un ecosistema complesso. — afferma Wolfgang Buttress, il progettista vincitore della competizione lanciata per scegliere l’architettura del padiglione - è una cultura avanzata con meccanismi di interazione e interdipendenze molto complesse. Il design è ispirato al ruolo unico che gli alveari hanno nel nostro ecosistema e rappresenta lo spirito della partecipazione del Regno Unito a Expo Milano 2015.
Struttura
L’alveare è una struttura reticolare cubica in alluminio poggiata su delle colonne. La cellula elementare, un cubo 40 cm x 40 cm x 40 cm, è realizzata con listelli di metallo fissati con una corretta angolazione in modo da creare figure esagonali, a ricordare le celle nelle quali viene conservato miele e polline. È stato ricostruito schematicamente un vero e proprio alveare, solo che al posto delle api ci sono le luci a led. La particolarità è che ad ogni luce corrisponde una vera ape di un vero alveare sito in Nottingham; attraverso dispositivi audio-video integrati, l’alveare è in grado di illuminarsi e di pulsare in riferimento ai segnali di vita provenienti dal vero alveare. Punto focale della visita è l’ingresso (al piano superiore) al centro dell’alveare: entrando si è circondati da impulsi e brusii, insieme a 1.000 lucine LED, che sono collegate a vere api in un alveare in Regno Unito. L’impressione è quindi quella di essere al centro di un alveare vero e proprio. Anche l’aspetto sonoro è stato curato nei dettagli, con una selezione di artisti britannici capaci di creare l’atmosfera di un dialogo con la natura. Arrivati sotto la struttura dell’alveare, le colonne propongono un’originale esperienza. Mettendo in bocca dei legnetti, si può provare a ‘ronzare’ come un’ape, ovvero sperimentare il modo di comunicazione di questi insetti. Sfruttando la conduzione ossea, ovvero la conduzione del suono attraverso le ossa del cranio, si possono udire quattro tipi di vibrazioni delle api mellifere mentre comunicano nell’alveare: supplica, danza (comunica l’ubicazione del cibo), tromba (il canto dell’ape regina vergine che sfida una regina non ancora nata), suono di tromba e stridulo (tra due api regine che valutano la forza della rivale).
Lungo le pareti delle scale in uscita, che riconducono al piano terra, sono ricordati i primati del Regno Unito nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica: il Regno Unito è quindi in se stesso un alveare di innovazione e creatività, che aiuta a nutrire il Pianeta.

BAHRAIN
http://www.expo2015.org/it/partecipanti-paesi-bahrain

Già dall'antica Civiltà di Dilmun, il Bahrain ha vantato una storia agraria ricca e unica. Questo patrimonio è favorito dalle abbondanti sorgenti di acqua dolce che scorrono in questa terra, altrimenti arida. Il Padiglione del Bahrain a Expo Milano 2015 rappresenta un’interpretazione delle relazioni che legano insieme il patrimonio agrario del Paese e la sua cultura.
Il cuore del Padiglione rende omaggio a questo ricco patrimonio e presenta anche dei manufatti storici risalenti a migliaia di anni fa, ognuno dei quali legato alle tradizioni agrarie e alle leggende che circondano il Bahrain, raccontandolo come il Giardino dell'Eden e la Terra da un Milione di Palme.
Il padiglione rappresenta la storia agraria del Paese, un arcipelago di 33 basse isole del golfo arabo menzionato come il luogo del Giardino dell'Eden e la casa di un milione di palme.
Pannelli di calcestruzzo bianco prefabbricato sono stati utilizzati per costruire la struttura. Questi sono stati collegati tra loro mediante giunti a secco, che sono stati poi rifiniti con raccordi in ottone. L'architettura è composta da 350 pezzi di cemento in totale, pannelli prefabbricati di cemento bianco che assemblato come un puzzle, ma liberamente impilati uno sopra l'altro.
Questo sistema di costruzione consentirà anche al padiglione di essere smontato facilmente al termine dell'Expo e trasportato nel Bahrain, dove sarà ricostruito come struttura permanente.
Le sue varie sale espositive espongono reperti archeologici relativi all'agricoltura, mentre un bar centrale serve alimenti derivati dalla frutta. Le attrazioni del Padiglione Il Padiglione del Bahrain permette ai visitatori di fare un viaggio attraverso dieci orti botanici, ognuno caratterizzato da piante (vedi elenco) che porteranno frutto in momenti diversi del Semestre. Il padiglione, progettato dall’architetto Anne Holtrop e dal paesaggista Anouk Vogel, è concepito come un paesaggio continuo di frutteti che si intersecano in una serie di spazi espositivi chiusi. Costruito in pannelli prefabbricati in calcestruzzo bianco, il Padiglione verrà trasferito in Bahrain alla fine di Expo Milano 2015 e sarà ricostruito trasformandosi in un giardino botanico. I componenti prefabbricati degli edifici, visibili attraverso le cuciture che li collegano l'un l'altro, ricordano le forme presenti nell'archeologia tipica del Bahrain.

Piante presenti nel padiglione
MUSA BASJOO 
FICUS CARICA 
ZIZIPHUS JUJUBA 
OPENTIA FICUS INDICA
PHOENIX DACTYLIFERA
PUNICA GRANATUM
CITRUS
OLEA EUROPAEA
CARICA PAPAYA
VITIS VINIFERA

ARCHEOLOGIA
La posizione strategica del Bahrain – anticamente Dilmun e successivamente Tylos – nel cuore del Golfo Arabo, crocevia che collegava anticamente il vicino Oriente alla valle dell’Indo, sin dal terzo millennio a.c. pose le fondamenta per un porto e un mercato di vitale importanza. A questa posizione di privilegio si aggiungeva un eccezionale vantaggio naturale che consisteva nell’affioramento di riserve sotterranee d’acqua dolce che, tramite abbondanti sorgenti artesiane, creavano un “mare” di acqua, dando così origine a una florida orticoltura. I lussureggianti giardini, il clima mite e i porti riparati attirarono l’attenzione dei viaggiatori sin dall’antichità e fecero del Bahrain una destinazione ambita e un passaggio fondamentale, sia per i popoli che per le merci. Questa eccezionale ricchezza naturale permisse alle popolazioni di insediarsi e prosperare sin dal quarto millennio a.c. ed è il motivo principale per l’attribuzione del moderno nome del paese - Bahrain (letteralmente “Due Mari” in arabo). Questa selezione celebra la millenaria tradizione dell’agricoltura del paese e perpetua i molti miti del Bahrain quale luogo del Giardino dell’Eden.

CLUSTER 
Nel Cluster del Caffè si possono scoprire tutti gli aspetti della filiera del caffè, con particolare attenzione ai progetti delle agenzie delle Nazioni Unite dedicate ai piccoli agricoltori che producono l’80% degli oltre 9 miliardi di tonnellate prodotti ogni anno. 
Nel cluster di frutta e legumi, prodotti immancabili per delle diete adeguate e sane, vedremo che circa metà della produzione mondiale va persa o sprecata. La centralità di questi prodotti nella sicurezza alimentare e nutrizionale è illustrata nello Spazio ONU presente in questo Cluster. Qui saranno inoltre raccontati le pratiche agricole tradizionali capaci di garantire la diversità agricola e alimentare, la resilienza e i mezzi di sostentamento.  





http://www.expo2015.org/it/esplora/cluster
CAFFE’ e mostra di Sebastião Salgado 


Il logo ONU all'EXPO è il cucchiaio, blu come la bandiera delle Nazioni Unite. E' stato scelto come  emblema perché parlando di alimentazione e nutrizione e della sfida di sfamare l’intera popolazione mondiale, il cucchiaio è un elemento che accomuna le tradizioni alimentari di tutto il mondo a dimostrazione di quanto la Sfida Fame Zero appartenga a tutte e tutti noi. 

http://www.expo2015.org/it/esplora/cluster/caffe
http://expo2015.illy.com/origini
http://www.illy.com/wps/wcm/connect/it/arte/sebastiao-salgado
Profumo di sogno: Sebastião Salgado
Nato dall’incontro fra Sebastião Salgado e illy, Profumo di sogno è un viaggio nei Paesi coltivatori di caffè che, dal 2002, si fonda sulla condivisione di un valore comune: lo sviluppo sostenibile, che per illy rappresenta un principio fondamentale e il mezzo attraverso il quale ha scelto di mantenere il proprio primato qualitativo. Tra i grandi maestri della fotografia contemporanea, Sebastião Salgado nasce nel 1944 nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Prima di intraprendere la carriera di fotografo, nel 1973, lavora per l'International Coffee Organization. Ha pubblicato ed esposto poi in tutto il mondo i grandi progetti decennali Workers (La mano dell’Uomo), Migrations (In Cammino), Genesi, conquistando una platea internazionale infinita.
Da sempre interessato ai temi dei diritti umani e ambientali, nel 1998 fonda l’Instituto Terra insieme alla moglie Lélia Wanick, con l’obiettivo di ripristinare l’ecosistema della Foresta Atlantica nel territorio della Valle del fiume Doce, tra gli stati di Minas Gerais e Espìrito Santo in Brasile.

FRUTTA E LEGUMI 




http://www.expo2015.org/it/esplora/cluster/frutta-e-legumi
Piccole e grandi piante da frutto che diffondono il loro profumo e invogliano il visitatore a scoprirne l’origine, la storia e le leggende costellano il Cluster Frutta e Legumi. Gli spazi, i prodotti dei Paesi e le strutture architettoniche creano passaggi e giochi di luce e ombra dando al visitatore la sensazione di trovarsi in un bosco coltivato.
Il giardino delle meraviglie
Dice Irene Kung:   "Penso che l’artista debba dare al pubblico quello che il pubblico non ha, e quindi il compito di un artista contemporaneo è quello di far sognare le persone attraverso un messaggio positivo e intimo. Il sogno ci fa raggiungere le grandi mete e ci aiuta in momenti di difficoltà. Nella mia visione ci permette di accedere all’intuizione: un’emozione molto forte che elimina la razionalità. Credo che attraverso il sogno si arrivi meglio all’essenza dell’oggetto. Gli alberi da frutto sono simboli di produttività, salute, fertilità e rappresentano un’immagine positiva in questo momento di crisi e di difficoltà. Lavorando a questo progetto ho affrontato due grandi difficoltà: avevo poco tempo per le fotografie, perché questi alberi hanno un momento preciso in cui sono perfetti, e dovevo trovare l’esemplare che non facesse parte di un frutteto, perché in quel contesto gli alberi sono messi a ringhiera e quindi non nella posizione giusta per l’immagine che volevo. Nel mio modo di lavorare è possibile riportare l’albero a quello che ho sentito. Il mio lavoro consiste proprio in questo: tolgo ciò che non è essenziale per far vedere l’albero com’è, come lo sento. È intuizione, è irrazionale: il razionale ci può portare fuori strada, il sentimento no. La fotografia giusta per me è quella che fa emozionare".

ALTRI POSSIBILI PADIGLIONI DA VISITARE 
Il padiglione Svizzera http://newsexpo2015.esy.es/padiglioni/europa/pavillon_suisse_padiglione_svizzera.html
La "Torre delle mele"
L'idea di portare le rondelle di mele all'Expo Milano 2015, è venuta all'Unione svizzera dei contadini e alla Agro-Marketing Suisse, associazione per la promozione dei prodotti agricoli svizzeri.

 Lo stesso presidente della Agro-Marketing Urs Schneider, intervenuto alla festa dedicata alle mele il 14 maggio, ha rilasciato le seguenti parole: «sono felice che una delle torri sia dedicata alle rondelle di mele. È un prodotto non solo tipicamente svizzero, ma è anche sano e genuino, e presenta, nel contempo, un lato innovativo e uno tradizionale. Fa da contrappunto al contenuto delle altre torri e completa perfettamente gli altri prodotti presenti nel padiglione».

 Le mele provengono da quattro aziende agricole svizzere produttrici di mele, mentre il confezionamento è stato affidato a due laboratori protetti. La Svizzera ha un importante mercato di mele, composto da frutteti ad alto fusto e a basso fusto, oltre ad aziende agricole dedite alla coltivazione biologica del frutto. La torre contenente le rondelle è alta 15 metri, ha una base di 34 metri quadrati e contiene circa 1 milione di rondelle in tanti scatoloni allineati uno di fianco all'altro. Nel momento in cui vi scrivo, la torre delle rondelle di mele è al 75% della sua capacità. Il 25% è stato portato via dai visitatori.

 L'invito è di non portare via più del necessario. Essere consapevoli e responsabili nei confronti di chi verrà dopo di noi. Che possa trovare anche lui ciò che noi abbiamo gustato. Esattamente questo è il messaggio della Svizzera al mondo: il cibo per tutti c'è, dipende da quanto ne consumiamo e sprechiamo ciascuno di noi.
Padiglione AUSTRIA
http://visit.expo2015.org/it/autriche
L’aria è allo stesso tempo il nostro alimento fondamentale e la nostra principale risorsa. L’allestimento si basa su una superficie di 560 m² di bosco e sulle sue prestazioni ecologiche. I processi naturali, supportati da moderne tecnologie, producono l’ossigeno necessario per 1800 persone all’ora. Il padiglione è un esempio virtuoso di sviluppo urbanistico del futuro: con il 10% di bio-performance in più, infatti, sarebbe possibile compensare un aumento della temperatura di 2 ºC derivante dai cambiamenti climatici.

 Il padiglione funziona come un sistema di climatizzazione naturale. I circa 60 alberi e le oltre 12.000 piante boschive e da boscaglia presentano complessivamente una superficie fogliare di 43.200 m² e producono 62,5 kg di ossigeno in un’ora. Contemporaneamente il bosco assorbe 92 kg di CO2 al giorno. Ventilatori e nebulizzatori stimolano e supportano l’attività naturale del neo-creato bosco. In questo modo, questa superficie di 560 m² consente un rendimento pari a quello di 1 ettaro di bosco in natura. 

Il padiglione ha un bilancio energetico neutro: per la produzione di corrente è installato un impianto fotovoltaico sul tetto. Inoltre vengono utilizzate speciali celle solari a colorante, le celle di Grätzel, che per la produzione energetica si rifanno all’intelligenza della natura: viene prodotta energia dalla luce, secondo il principio della fotosintesi. Quello che avviene nel bosco all’interno del padiglione, in ogni foglia, continua qui su scala più grande.

Andiamo all'EXPO - treno

INFO per i biglietti del treno 

Andata
treno S11 25027
Sesto S. Giovanni ore 08:38→Rho Fiera Expo Milano 2015 ore 09:09

Ritorno
treno S11 25559
Rho Fiera Expo Milano 2015 ore 16:21→Sesto S. Giovanni ore16:49

(in caso di contrattempi c'è il successivo: S11 25561 Rho Fiera Expo Milano 2015 16:51→Sesto S. Giovanni 17:19)

Costo
Adulti    2.50 € x 2 = 5 €
Ragazzi 1.30 € x 2 = 2.60 €

Ritrovo a scuola ore 8.00.
Ritorno da soli da Sesto FFSS. Firmare l'autorizzazione sul diario/libretto.